Il team Mind the Group, composto da Giada Cananzi, Carlo De Santis, Chiara Scarabelli, Silvia Stoppa e Alessandro Vazzana, ha deciso di esplorare proprio questo intreccio, ponendo il focus su burnout e resilienza negli atleti della Generazione Z. Il loro lavoro, presentato a conclusione del MAPS – Master in Psicologia dello Sport, è una finestra concreta sulle esigenze psicologiche dei giovani sportivi di oggi.
Il cuore del progetto: sport, stress e risorse interne
Partendo da una solida revisione della letteratura, gli autori hanno affrontato il burnout sportivo come un fenomeno multidimensionale che minaccia la motivazione, le prestazioni e il benessere degli atleti, soprattutto se giovani. Da qui nasce la domanda chiave: la resilienza – individuale o di squadra – può proteggere questi ragazzi?
Un’indagine tra sport individuali e di squadra
Attraverso un’indagine quantitativa su 40 atleti tra i 13 e i 18 anni (praticanti sport come rugby, pallavolo, tennis e nuoto), il gruppo ha esplorato la correlazione tra livelli di burnout e capacità resilienti. Sono stati utilizzati strumenti psicometrici affidabili come l’Athlete Burnout Questionnaire (ABQ), il CD-RISC-10 e il CREST.
Cosa è emerso?
I risultati confermano che la resilienza individuale è un fattore protettivo significativo contro il burnout: più un atleta è capace di fronteggiare lo stress con risorse personali, minore è la probabilità che sperimenti sintomi di esaurimento. La resilienza di squadra, pur correlata negativamente al burnout, non ha mostrato un legame statisticamente significativo. Questo sottolinea che la resilienza collettiva non è semplicemente la somma delle resilienze individuali, ma un processo autonomo, legato alla cultura, alla coesione e alla leadership del gruppo.
Un approccio innovativo: l’intervento progettato
Elemento distintivo e innovativo del lavoro è l’ipotesi di intervento psicologico strutturato per il potenziamento della resilienza. Il progetto prevede una serie di incontri durante la stagione sportiva, integrati negli allenamenti, con l’obiettivo di:
- Sviluppare competenze mentali e di autoregolazione negli atleti;
- Favorire leadership trasformazionale e condivisa all’interno dei team;
- Rinforzare la coesione e il supporto reciproco;
- Allenare la resilienza anche attraverso attività ludiche e situazioni di stress simulate.
Perché è importante questo studio?
“MIND THE GROUP” offre spunti preziosi e operativi per psicologi dello sport, allenatori e genitori: capire e rafforzare la resilienza può fare la differenza tra abbandono sportivo e realizzazione personale. Il focus sulla Generazione Z, con le sue specificità cognitive ed emotive, rende il lavoro particolarmente attuale e utile.
Guardando al futuro
Il progetto auspica l’ampliamento del campione, la validazione italiana degli strumenti utilizzati e un maggiore approfondimento delle dinamiche di resilienza di squadra. La direzione è chiara: uno sport più consapevole, umano e sostenibile per i giovani atleti di oggi e di domani.
Vuoi approfondire questo argomento? Scrivici!





