Emozioni e calcio, quale relazione?

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Cosa sono le emozioni? Che impatto hanno sulla prestazione? E, cosa importante, come possiamo aiutare i nostri atleti a gestire le attivazioni emotive?

Le emozioni si possono definire come cambiamenti soggettivi, che avvengono da un punto di vista comportamentale, fisiologico e cognitivo in risposta a stimoli esterni, come qualcosa che ci accade o vediamo, o a stimoli interni, come pensieri o altre attività mentali.

Le attivazioni emotive avvengono in modo inaspettato e sono difficilmente controllabili, per questo è molto importante esserne consapevoli ed apprendere a gestirle cosi da non venirne sopraffatti. All’interno del rettangolo da gioco, i momenti spesso sono concitati e tesi, le azioni si susseguono in tempo rapido; perciò gestire efficacemente le proprie emozioni diviene fondamentale, in quanto hanno il potere di indirizzare positivamente o meno la performance in campo:

  • Sperimentare emozioni positive, come gioia e divertimento, determina nel cervello alcune reazioni neurochimiche, tali per cui si raggiunge una maggiore attenzione, motivazione, controllo motorio.
  • Al contrario, esperire emozioni negative, come paura e scoraggiamento, predispone il cervello e l’intero organismo verso un adattamento disfunzionale alla prestazione, nel quale è molto comune lasciarsi andare a pensieri negativi che minano totalmente l’autoefficacia necessaria a perseguire una buona performance.

Dunque a fronte di ciò, risulta molto importante saper gestire le emozioni che si provano nel momento, elaborarle e regolarle a seconda delle richieste ambientali.

Per comprendere meglio queste prime righe facciamo un esempio:

Ipotizziamo che nella squadra ci sia un vero fuoriclasse, un giocatore che eccelle dal punto di vista tecnico, ma ogni volta che commette un errore o si prende gol si demotiva e scompare dal gioco, come se entrasse in uno stato emotivo dal quale non riesce ad uscirne! La ragione è che non è in grado di elaborare efficacemente l’emozione del momento per tramutarla in qualcosa di positivo, funzionale alle richieste della partita; molti giocatori piccoli e grandi presentano questa caratteristica, dunque diviene fondamentale che un allenatore sappia approcciarsi positivamente al vissuto emotivo dei suoi atleti.

In questa seconda parte si esporranno alcuni suggerimenti che possono aiutare a gestire efficacemente le emozioni degli atleti.

Le emozioni sono una componente fondamentale e onnipresente dell’esperienza umana, ci aiutano a conferire senso a quello che ci accade, perciò è molto importante riconoscerle, comprenderle e darne un significato.

  • Il primo passo che può condurci ad aiutare nella gestione emotiva è senza dubbio il riconoscimento, ossia comprendere che in un dato istante si sta provando una specifica emozione, con determinati cambiamenti fisiologici e psicologici, e darle un nome.

Non sapere cosa sta accadendo e perché provoca una certa ansia, che poi si ripercuote sul comportamento della persona; dunque riconoscere cosa si sta provando diminuisce l’ansia conseguente alla mancata comprensione dello stato emotivo ed aumenta le possibilità di gestire efficacemente la situazione.

  • Il secondo passo importante è comprendere la causa e l’effetto di una specifica emozione, ossia comprendere cosa ha scatenato l’emozione e quali sono gli effetti sul proprio comportamento; collegare un’emozione alla sua causa permette anche di elaborare strategie per aggiustare il “tiro”.

Ad esempio, se un giocatore durante una partita sbaglia una serie di passaggi in poco tempo, potrà sperimentare rabbia , frustrazione e sentirsi demotivato per come sta giocando; a questo punto è importante riconoscere come ci si sente e tramutare questa emozione negativa in stimolo positivo per fare meglio!

  • Infine, come tecnica per trasformare l’emozione negativa in positiva, si può utilizzare il self talk, o dialogo interno ( vedi precedente articolo); consiste in frasi, immagini o parole che provocano nell’atleta un effetto positivo grazie a cui riesce a fronteggiare l’evento avverso.

Dato che l’aspetto emotivo è presente in ogni attimo della vita di uno sportivo, è molto importante che gli atleti abbiano consapevolezza di sé e del proprio vissuto emotivo e che siano allenati a tramutare le emozioni negative in positivo!

Dr. Andrea Fredella
Psicologo dello Sport, Master MAPS in Psicologia dello Sport, è allenatore di calcio con qualifica Uefa B e allena squadre giovanili. Si occupa di formazione degli allenatori e svolge attività di consulente e psicologo sportivo presso società sportive italiane ed estere.
Autore di “A Scuola di Calcio”, Erikson.

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