Il passaggio di categoria come momento chiave, questo è il focus del team di lavoro composto da Andrea Agostini, Anna Ceccherini, Fabio Boi, Gloria Brenda, Matteo Viganò, Milena Cecoli.
Il lavoro si concentra su un salto delicato e determinante nella carriera sportiva giovanile: il passaggio di categoria, con tutto il carico emotivo, relazionale e prestativo che comporta. È in questo frangente che la psicologia dello sport può fare davvero la differenza, offrendo strumenti di supporto che vanno oltre la tecnica e la preparazione atletica.
Lo strumento: il “Decagono”
Punto creativo del progetto è l’elaborazione del Decagono, uno strumento ispirato al Performance Profile di Butler & Hardy (1992), riadattato per valutare l’importanza percepita delle 10 life skills nel contesto schermistico. Somministrato a 34 atleti adolescenti e 10 maestri, lo strumento ha permesso di indagare consapevolezze, bisogni e aspettative, restituendo una fotografia nitida delle competenze chiave da potenziare.
Cosa è emerso?
Le life skills considerate più rilevanti per affrontare con successo il passaggio di categoria sono risultate:
- Prendere decisioni
- Gestione delle emozioni
- Gestione dello stress
- Consapevolezza di sé
Interessante il confronto tra generazioni: i giovani schermidori del 2011 attribuiscono un valore più alto all’empatia rispetto ai maestri, segnalando il bisogno di sentirsi compresi e supportati nel cambiamento. I dati mostrano una forte convergenza tra atleti e maestri su alcuni aspetti chiave, aprendo la strada a un lavoro condiviso e mirato.
L’intervento: un percorso strutturato e coinvolgente
Il team ha sviluppato un programma di intervento articolato in 8 incontri, che integra attività in pedana e fuori pedana, lavori individuali e di gruppo, momenti di confronto, giochi esperienziali e strumenti avanzati come lo SportPsychMapping, che consente di esplorare e mappare le “realtà psicologiche” dell’atleta.
L’approccio è multidimensionale:
- Cognitivo: allenamento alla presa di decisione e alla riflessione critica;
- Emotivo: riconoscimento e gestione delle emozioni in contesti di pressione;
- Relazionale: rafforzamento della comunicazione tra atleti e maestri;
- Pratico: esercitazioni di reazione, routine pre-gara e simulazioni competitive.
Un modello replicabile e adattabile
Il Decagono si dimostra uno strumento versatile, personalizzabile e scientificamente fondato, facilmente estendibile ad altri sport e contesti. Il valore aggiunto sta nell’integrazione tra psicologia applicata e allenamento, nel coinvolgimento attivo di atleti e tecnici e nella capacità di fornire risposte concrete ai bisogni emergenti della Generazione Z nello sport.
Oltre la tecnica, la persona
“Il Decagono” non è solo un progetto didattico, ma una proposta metodologica nuova per chi vuole educare attraverso lo sport. L’obiettivo non è solo formare atleti migliori, ma persone più consapevoli, resilienti e preparate ad affrontare le sfide della vita, dentro e fuori la pedana.
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