Atleti e Social Network

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Non è più possibile farne a meno: lo smartphone è uno strumento di lavoro e di studio, siamo costantemente iper-connessi e sempre potenzialmente reperibili, le informazioni ci arrivano veloci, lasciano poche tracce e azzerano le nostre capacità di concentrazione. Quali sono le conseguenze sul rendimento sportivo?

Smartphone e Social Network incidono in modo importante su diversi aspetti della vita degli atleti; saperli usare in modo consapevole non è scontato, e sta diventando una skill necessaria e fondamentale anche per il buon rendimento in campo.

L’aspetto più evidente è l’abbattimento delle barriere tra tifosi e atleti. Fino a pochi anni fa, per seguire i nostri idoli sportivi avevamo tre possibilità: andare al palazzetto, leggere La Gazzetta, aspettare le uscite delle riviste specializzate. Oggi i social hanno avvicinato mondi prima distanti, tra tifosi e atleti le barriere sono molto più sottili; possiamo sapere in tempo reale cosa succede durate gli allenamenti, cosa mangiano a colazione, come si vestono, dove vivono i giocatori di tutti i campionati possibili.

Il vantaggio è anche per gli atleti, che possono impostare una collaborazione diversa con gli sponsor o far sentire la propria voce su questioni importanti. Se prima reperire gli scoring delle partite era un’impresa, oggi basta un giro su facebook. È più facile per i ragazzi giovani essere notati e per i professionisti crearsi un seguito di followers, un proprio brand, anche se non sono mai finiti sulla stampa nazionale.

Lo svantaggio è che il punto di rottura tra tifosi e giocatori è dietro l’angolo: la facilità con cui si confonde persona e atleta porta spesso i followers a giudizi affrettati o a un controllo ossessivo dei comportamenti dentro e fuori dal campo. Gli atleti oggi devono sapere che qualsiasi dichiarazione o materiale postato in rete può incidere significativamente sulla propria immagine e persino sulla propria carriera. Questo vale anche per chi gioca nei campionati minori.

Le reazioni del pubblico possono fragilizzare in modo importante atleti che si trovano in fasi delicate del percorso di crescita o di carriera, per esempio al rientro da un infortunio. Per questo motivo la maggior parte degli sportivi più noti sono seguiti da agenzie specializzate e utilizzano i social applicando piani editoriali che tutelano la loro privacy.

L’utilizzo dei social per chi non è “famoso”, ma ha comunque una visibilità pubblica al di fuori di un sistema di relazioni familiare o amicale, non può più essere spontaneo e ingenuo. Occorre sempre domandarsi cosa vogliamo comunicare, chi vogliamo coinvolgere, se quello che diciamo può creare danni o sofferenza a qualcuno. Soprattutto dobbiamo essere consapevoli di quello che vogliamo rivelare di noi.

I social sono insomma diventati un lavoro e hanno aggiunto nuove pressioni a quelle che prima venivano solo dal campo. La pretesa di continua reperibilità è una delle nuove cause di ansia degli sportivi, per esempio. Chi non ha una vita da atleta, familiari compresi, difficilmente riesce contemplare che spegnere o silenziare il cellulare è una necessità reale. La partita, solo per fare un esempio, non impegna i giocatori solo per il tempo di gioco dichiarato: esiste il tempo del riscaldamento e prima ancora quello importante della trasferta, durante il quale lo smartphone può essere un buon compagno contro la noia, ma più spesso anche un veicolo di informazioni disfunzionali che possono distrarre o angosciare. In questo caso è meglio utilizzare il telefono per ascoltare musica o per guardare un film, lasciandolo off line in modo da mantenere il focus sulla gara e sulla dimensione-squadra

Ai nostri atleti consigliamo anche di stabilire uno slot di tempo da dedicare al rapporto con i followers: un’ora al giorno, concentrando tutta l’attività di relationship in un solo momento è molto funzionale, così da non sottrarre nessuna risorsa mentale e fisica al proprio lavoro di sportivi.

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su PINKBASKET,
il primo Magazine dedicato interamente al Basket Femminile.

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