Adolescenza, Covid-19 e Sport

Adolescenza Sport e Covid19
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Sappiamo quanto possa risultare difficile il ruolo di genitore quando i figli entrano in adolescenza. D’improvviso tutta quella sintonia che caratterizzava le fasi precedenti della crescita, svanisce come non fosse mai esistita. Uno degli elementi più sorprendenti e sconcertanti nell’era del Covid-19, sembra essere un inaspettato capovolgimento dei ruoli, che in questo periodo ha sancito una mezza tregua tra le parti.

Tutto diventa complicato, l’armonia e la spensieratezza presenti durante l’infanzia divengono un pallido ricordo per entrambe le parti in causa; il senso d’inquietudine, la sensazione predominante, difficile da gestire nonostante questo cambiamento non sia una sorpresa. Ma è un passaggio obbligato: nel ruolo di figlio non esiste altro modo per crescere, diventare grandi e finalmente individuarsi, se non soggettivandosi dicendo No!

No! a tutto quello che è stato prima di loro e per loro. No! per sconfiggere la propria realtà presente, nelle mani esclusivamente dei genitori. Come si può diventare qualcosa di nuovo, originale e diverso, ripetendo pedissequamente le direttive e le volontà di qualcun altro, fossero anche le persone dalle quali nasciamo e che più di tutte amiamo?

I rapporti familiari in questa fase vengono intesi come veri e propri momenti di confronto e allenamento per interazioni future dove sperimentare nuove dinamiche quali: conflittualità, frustrazione, gestione della rabbia e così via.

Uno degli elementi più sorprendenti e sconcertanti nell’era del Covid-19, sembra essere un inaspettato capovolgimento dei ruoli che in questo periodo ha sancito una mezza tregua tra le parti. Il genitore percepito come finalmente fragile e dunque più umano rispetto a prima, è stato temporaneamente dispensato dalla battaglia e non più costantemente fatto oggetto di scontro e discordia. Solo nella ripresa delle attività e nel ritorno alla vita, si percepisce nuovamente qualche avvisaglia di fine tregua tra genitori e figli.

Un aiuto dal mondo dello Sport

Lo sport oggi può aiutare questi giovani a sviluppare quelle capacità di resilienza utili a creare la flessibilità, necessaria per sostenere la ripartenza, ritornando ognuno al proprio ruolo.

Le prossime settimane presenteranno difficoltà nuove che andranno affrontate con strumenti diversi dal passato. Praticare discipline sportive può stimolare atteggiamenti e comportamenti virtuosi, così da offrire soluzioni e supporti per gestire il rientro nella nuova normalità delle nostre vite. Proprio dallo sport le famiglie possono mutuare dinamiche costruttive di cui fare tesoro per stimolare l’acquisizione di nuovi atteggiamenti e insegnamenti.

Uno su tutti, ad esempio, il valore del lavoro di squadra, il team spirit sportivo, che responsabilizza ogni membro, mantenendone però l’individualità. Infatti, proprio come in una squadra di atleti, anche in famiglia non siamo tutti uguali per competenze, esperienza e autorità, ma siamo tutti importanti; ognuno può portare il proprio contributo esplorando le proprie capacità per vincere la partita. Questo piccolo ribaltamento di prospettiva, allarga i confini di autonomia percepiti dai ragazzi e dà loro modo sentirsi parte attiva della vita in famiglia: diversi dai genitori da cui devono necessariamente staccarsi, ma responsabili e adulti quanto loro. Il mio consiglio ai genitori è di non scoraggiarsi mai difronte alle tempeste dell’adolescenza, perché se c’è una cosa che lo sport ci ha insegnato, è che non importa quanto si è caduti a terra, quello che conta è che non si è mai troppo in basso per ritornare in vetta!

Dr.ssa Samantha Vitali,
psicoterapeuta e psicologa dello sport

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